Pianta AmsterdamPer l’addio al celibato di Marchino la piazzetta, in formazione rimaneggiata e ristretta, si cimenta nella trasferna che il futuro sposo sogna da una vita. E così, biglietto della Basiq Air in tasca, Beppe, Bruno, Chino e il Poggio decollano alla volta di Amsterdam, la Venezia del Nord. 
Nessuna meta poteva essere più indicata per l’ultimo tuffo nella libertà del nostro Marco: con i suoi canali e le stradine ricche di bellezze locali, unica al mondo per svaghi onirici!

Alloggiamo in un alberghetto vicino al Rijksmuseum, una mezza topaia in ristrutturazione, che per paura di fughe ci chiede di saldare il conto in anticipo.

Non perdiamo tempo e, posati i bagagli, siamo già nel centro di Amsterdam tra i canali. La città è in festa in attesa della partita della sera (Olanda – Francia), di fronte abbiamo una vera e propria marea arancione.


La mattina è stata un’alzataccia e a una cert’ora gli stravizi cominciano a farsi sentire. Il dubbio è che Chino stia cambiando gusti…

Il sabato ripartiamo all’attacco, ma con un po’ più di calma. La città  costruita su palafitte ci appare ancora più storta del solito e le strette casine pendono ora a destra, ora a sinistra.

Rinsaviti dalla malsana idea di affittare delle biciclette, passeggiamo per una città che sembra aver recuperato un po’ del calore primaverile. Un pallido sole fa capolino, tanto che anche le iguane si affacciano sui prati in fiore…

Quindi ci dividiamo, e mentre io espolro il centro di Amsterdam i miei compagni di avventura provano a costruire ardite tubature… In tal posa li ritrovo nel momento del ricongiungimento!.

Amsterdam è famosa per i suoi ristoranti internazionali, quindi lla sera scegliamo un accogliente ristorante spagnolo, dove ci permettono di cantare e suonare e dove Bruno delizia il pubblico intonando “Country Roads” e “Kalinifta”

Quindi di nuovo immersi nella città  che di notte assume dei colori fantastici!

Ma il vagare non è adatto alle nostre membra stanche e, forse non crederete ai vostri occhi, passiamo il resto della serata in un Blues Club.

Che cosa restera di questa breve vacanza? Il Baba, le vetrine, la marea arancione in festa, le nostre facce?

All’aeroporto, mentre rischiamo di perdere l’aereo, questi dubbi mi attanagliano. Ma Chino, issando bandiera bianca, cerca di farci capire che altri sono i suoi problemi…


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